Aggiornamento all’8 settembre (pomeriggio): la situazione continua a migliorare
Se hai sentito parlare di eruzione Krakatoa Indonesia nei giorni scorsi, ecco cosa sta succedendo davvero — e cosa significa se hai un viaggio in programma. Non è il vulcano storico che probabilmente hai in mente (su questo torniamo tra poco), ma la sostanza dei fatti è reale: dal 4 settembre l’area dello Stretto della Sonda ha vissuto giorni di forte attività vulcanica, con effetti concreti su aeroporti e voli. La buona notizia, aggiornata a oggi: la situazione sta migliorando su più fronti.
- Cosa è successo: l’Anak Krakatau (Stretto della Sonda, tra Giava e Sumatra) è in stato di allerta dal 2 luglio 2026, con un’escalation grave tra il 4 e il 5 settembre.
- Aeroporti coinvolti: Giacarta (Soekarno-Hatta e Halim Perdanakusuma), Bandung, Lampung — tutti riaperti dall’8 settembre.
- Stato attuale: vulcano ancora attivo (piccole eruzioni multiple anche oggi), livello di allerta III (Siaga) — la cenere si sta però muovendo lontano dall’Indonesia.
- Zone turistiche come Bali: non direttamente coinvolte — l’area interessata è lo Stretto della Sonda, non le rotte turistiche principali.
- Rischio tsunami: le autorità indonesiane non hanno dichiarato alcuna minaccia in questo senso.

Cosa è l’Anak Krakatau, e perché non è “il Krakatoa che conosci”
Un chiarimento utile prima di tutto: l’Anak Krakatau (“figlio del Krakatau” in indonesiano) non è il vulcano storico la cui eruzione del 1883 fu tra le più violente mai registrate, con oltre 36.000 vittime e uno tsunami di 30 metri. È un cono più giovane, nato nel 1927 all’interno della stessa caldera lasciata da quell’evento — erutta con una certa frequenza (oltre 240 volte solo dall’inizio dello stato di allerta a luglio 2026, secondo i dati ufficiali PVMBG), ma su scala molto inferiore rispetto al disastro storico da cui prende il nome.
Si trova nello Stretto della Sonda, tra Giava e Sumatra, amministrativamente parte della provincia di Lampung. L’insediamento più vicino è a oltre 16 km di distanza.
La cronologia di quello che è successo
- 2 luglio 2026: il vulcano viene posto in stato di allerta Livello III (Siaga) — da qui parte il conteggio ufficiale delle eruzioni di questa fase
- 4 settembre, sera: forte escalation, inizio della fase eruttiva più grave dell’anno, con fontane di lava e boati uditi fino a 700 km di distanza
- 5 settembre: la colonna di cenere raggiunge il picco di circa 15 km di altezza (circa 50.000 piedi) — l’eruzione più intensa dall’inizio dello stato di allerta
- 6 settembre, 00:04: l’eruzione continua (durata complessiva di circa 6 ore) si interrompe, ma il rischio di nuovi episodi resta alto secondo PVMBG
- 6-7 settembre: fino a 8 aeroporti temporaneamente chiusi tra Giava e Sumatra (Soekarno-Hatta e Halim Perdanakusuma a Giacarta, Husein Sastranegara a Bandung, Radin Inten II in Lampung, più due aeroporti minori), circa 1.500-2.300 voli cancellati o ritardati a seconda della fonte e del momento del conteggio, tra 170.000 e 270.000 passeggeri coinvolti
- 7 settembre: scuole nelle aree più colpite (Giacarta, Giava Occidentale, Banten, Lampung) passate temporaneamente alla didattica a distanza per limitare l’esposizione alla cenere
- 8 settembre, 00:01: i principali aeroporti riaprono e tornano operativi
- 8 settembre, mattina: almeno 4 nuove eruzioni minori (05:08, 05:34, 07:49, 11:34), tutte di breve durata (10-19 secondi) e cenere fino a soli 1,8 km — molto meno dell’episodio del 5 settembre. La BMKG conferma che la cenere si sta muovendo verso sud-ovest, lontano dal territorio indonesiano
Il capo della BMKG (l’agenzia meteorologica indonesiana), Teuku Faisal Fathani, ha invitato esplicitamente la popolazione a “restare calma e non farsi prendere dal panico”, definendo le chiusure aeroportuali una “mitigazione proattiva”, non una risposta a un pericolo imminente per la popolazione. Un vulcanologo del PVMBG ha inoltre precisato che questa attività ha origine dalla camera magmatica propria dell’Anak Krakatau, e non è collegata né rischia di innescare altri vulcani indonesiani.
Perché proprio l’episodio del 4-5 settembre, e non le altre eruzioni dello stesso periodo di allerta? Dal 2 luglio, il vulcano ha eruttato oltre 240 volte — ma la stragrande maggioranza sono episodi brevi e di piccola entità come quelli di stamattina, a volte nemmeno osservabili a occhio nudo.
Quello che rende un’eruzione pericolosa per il traffico aereo è la combinazione di tre fattori: l’altezza della colonna di cenere (la cenere vulcanica può danneggiare seriamente i motori a reazione se un aereo ci vola dentro), la durata (un episodio di poche ore disperde molta meno cenere di uno continuo), e la direzione del vento, che il 5 settembre ha portato la cenere proprio verso l’area con la maggiore densità di traffico aereo del paese, intorno a Giacarta — a differenza di oggi, dove si sta muovendo verso il mare aperto.
Cosa significa per il tuo viaggio, in pratica
Se voli da/per Giacarta, Bandung o Lampung nei prossimi giorni: gli aeroporti sono di nuovo operativi da oggi, ma il vulcano resta a livello di allerta III — nuove interruzioni non sono escluse se l’attività dovesse intensificarsi di nuovo. Controlla lo stato del tuo volo direttamente con la compagnia aerea prima di muoverti verso l’aeroporto.
Se il tuo viaggio è a Bali, Lombok, Sulawesi o altre mete turistiche del sud/est: l’area interessata dall’eruzione è distante dalle rotte turistiche principali — non risultano al momento impatti diretti su queste zone.
Se hai dubbi sul tuo volo specifico: il centro assistenza ufficiale degli aeroporti coinvolti (InJourney Airports) è raggiungibile al numero 172 (dall’Indonesia) per informazioni aggiornate sullo stato operativo.
Continueremo ad aggiornare questo articolo
La situazione è ancora in evoluzione — il vulcano resta attivo, e nuovi sviluppi sono possibili nei prossimi giorni. Torneremo ad aggiornare questa pagina se la situazione dovesse cambiare in modo rilevante per chi viaggia.
Verificato incrociando fonti indonesiane, internazionali e italiane, con doppio controllo nell’arco della stessa giornata.
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