Trekking del Monte Rinjani: guida completa (2026)
Ovunque tu sia a Lombok, prima o poi lo vedi: un cono immenso che si staglia all’orizzonte, spesso con la cima avvolta dalle nuvole. È il Monte Rinjani, il secondo vulcano più alto dell’Indonesia con i suoi 3.726 metri, e domina l’isola sia nel paesaggio sia nell’immaginario dei suoi abitanti.
Ve lo dico subito con totale onestà: io non ho fatto la salita completa verso la cima. Ma anche rimanendo ai suoi piedi, questa montagna è impossibile da ignorare. È una presenza magnetica: per il popolo Sasak è un luogo sacro; per i viaggiatori è uno dei trekking più belli e faticosi di tutto il Sud-est asiatico. Salirlo fino in cima non è una passeggiata, ma chi affronta la scalata torna con negli occhi un paesaggio che non dimenticherà: il grande lago dentro il cratere, le sorgenti termali e un’alba sospesa sopra le nuvole.

Cos’è il Rinjani e perché è speciale
Il Rinjani è un vulcano ancora attivo, protetto da un parco nazionale che nel 2018 è diventato Geoparco Globale UNESCO. La sua caratteristica più straordinaria è il cratere: un’enorme caldera che racchiude il lago Segara Anak, un bacino d’acqua color turchese a oltre 2.000 metri di quota, con al centro un cono vulcanico più piccolo (il Gunung Baru) tuttora attivo. Attorno al lago ci sono sorgenti di acqua calda naturale, dove i trekker si fermano a lenire i muscoli affaticati.
Guardarlo da lontano mentre il vapore e le nuvole ne avvolgono i fianchi fa un effetto pazzesco. Capisci subito perché per la gente del posto non sia solo una montagna, ma la dimora degli spiriti. Ti trasmette una potenza primordiale, quasi intimidatoria, che ti fa sentire piccolissimo anche solo rimanendo alla sua base.

Le vie di salita: Sembalun, Senaru (e le altre)
Me le hanno spiegate le guide e i ragazzi dei villaggi base, che questa montagna la salgono da una vita. Ci sono tre punti di partenza legali nel 2026, ognuno con un carattere diverso:
- Sembalun (est): partenza più alta (circa 1.150 m), sentiero che attraversa savana e praterie aperte, salita iniziale più dolce. È la via preferita per raggiungere la vetta.
- Senaru (nord): partenza più bassa (circa 600 m), si sale attraverso una fitta foresta pluviale. È la via classica per il bordo del cratere e il lago Segara Anak, ma nel complesso più lunga e dura.
- Timbanuh e Aik Berik: vie secondarie, meno battute (Aik Berik riaperta nel 2025), per chi cerca meno folla e punta solo al bordo cratere.
La combinazione più diffusa è salire da Sembalun (per la vetta) e scendere da Senaru (per il lago): una traversata che unisce il meglio dei due lati in 3-4 giorni.

Quanti giorni serve: i formati del trek
Il Rinjani si affronta in più formati, secondo tempo, gambe ed esperienza:
- 2 giorni / 1 notte al bordo del cratere (via Senaru): il più adatto ai meno esperti. Si sale al bordo, notte in tenda con vista, discesa. Niente vetta.
- 2 giorni / 1 notte alla vetta (via Sembalun): si punta alla cima con sveglia notturna. Richiede buona forma: molto impegnativo in poco tempo.
- 3 giorni / 2 notti, vetta + lago: il più popolare e completo. Vetta il primo giorno (partenza a mezzanotte), notte al lago Segara Anak, discesa il terzo. Sfiancante ma dà tutto il Rinjani.
- 4-5 giorni: versioni più rilassate che aggiungono tempo al lago e alle sorgenti.
Io ho preferito esplorare la zona lussureggiante ai suoi piedi e godermi la vista da lontano senza affrontare la scalata. Ma parlando con i tanti ragazzi incontrati nei villaggi base di Senaru, tutti concordano su una cosa: se hai un buon allenamento, il formato da 3 giorni e 2 notti è quello definitivo per vivere l’esperienza completa.
Esiste anche un trekking di un solo giorno al bordo cratere di Senaru, per chi ha pochissimo tempo: comunque ripido e faticoso, non una semplice gita.
Quanto è difficile (l’onestà prima di tutto)
Diciamolo chiaro: il Rinjani è un trekking duro. Sentieri ripidi, lunghi dislivelli, ghiaia instabile in discesa, quota che si fa sentire, notti fredde in tenda. La salita finale alla vetta, su sabbia e pietrisco che scivolano a ogni passo, mette alla prova anche chi è molto allenato. Non serve essere alpinisti, ma serve una buona forma fisica e la testa giusta.
Non è un trek da improvvisare: preparati con un minimo di allenamento, porta abbigliamento a strati (in vetta le temperature sfiorano lo zero), scarponi veri, e affidati a una guida. Se non sei allenato, valuta i formati più brevi al bordo cratere invece della vetta.
⚠️ Guida obbligatoria: dal parco nazionale il trekking va fatto obbligatoriamente con guide e organizzazioni autorizzate. Non si sale “fai da te” come un tempo.
Quando andare
La stagione del Rinjani va da aprile a gennaio; da gennaio/febbraio a marzo il parco chiude o è pericoloso per le piogge (sentieri fangosi e scivolosi, rischio reale di frane). Il periodo migliore è la stagione secca, da maggio a ottobre, con cieli limpidi e sentieri sicuri. Maggio, subito dopo la stagione umida, regala i paesaggi più verdi e meno folla.
Vuoi inquadrare il periodo ideale per tutta Lombok e l’Indonesia? L’ho spiegato nella guida su quando andare in Indonesia.
Come organizzarsi: guide, permessi, portatori
Il trek si prenota tramite operatori autorizzati, che includono nel pacchetto permessi del parco, guida, portatori, tende, pasti e attrezzatura da campo. I portatori sono uomini Sasak dei villaggi di Senaru e Sembalun: per loro il trekking è la principale fonte di sostentamento, e portano carichi impressionanti lungo i sentieri. Trattali con rispetto, non sovraccaricarli oltre il dovuto, e lascia una mancia equa: è un gesto giusto verso chi rende possibile la tua salita.
Il costo di un trek guidato parte indicativamente da circa 150-160 dollari a persona per i formati brevi, e sale con i giorni e i servizi. Prenotare in anticipo, soprattutto in alta stagione, ti assicura posto e guida.
Prenota il trekking del Rinjani Trek guidati di 2, 3 o 4 giorni con permessi, guida, portatori e attrezzatura inclusi: confronta i pacchetti e prenota il tuo posto. Vedi i trekDove dormire prima e dopo il trek
Prima di partire conviene passare la notte nei villaggi base, Senaru o Sembalun, per essere freschi alla partenza e fare il briefing con la guida. Trovi dai bungalow familiari a qualche struttura più curata con vista sul vulcano. Dopo il trek, il premio migliore è scendere verso il mare a far riposare le gambe: le spiagge del sud o le isole Gili sono il posto perfetto per recuperare tra una nuotata e un tramonto.
Dove dormire a Senaru e Sembalun Le sistemazioni nei villaggi base del Rinjani, per arrivare riposato alla partenza: confronta e prenota. Vedi disponibilitàNon solo vetta: le cascate alla base
Non serve per forza salire in cima per assaporare la magia del Rinjani. È proprio qui che è vissuto il mio incontro reale con il vulcano: ai suoi piedi, immerso nella giungla fitta attorno a Senaru. Camminare lungo il sentiero umido per raggiungere le cascate di Sendang Gile e soprattutto Tiu Kelep è un’esperienza pazzesca.
Quando arrivi davanti al getto colossale di Tiu Kelep, l’aria è satura di goccioline d’acqua gelida e il rombo dell’acqua che cade è così forte da farti vibrare il petto. Fare il bagno nelle pozze naturali sotto la canopia verde della foresta pluviale, sentendo la forza della montagna sopra di te, è la dimostrazione che Lombok sa regalare scorci indimenticabili anche senza dover affrontare 3.000 metri di dislivello.
Le cascate si visitano con una guida locale (si prende all’ingresso del sentiero, e aiuta soprattutto per la parte verso Tiu Kelep, che richiede di guadare il fiume) oppure con un tour organizzato in giornata da Senaru.
Tour delle cascate Sendang Gile e Tiu Kelep L’escursione in giornata alle cascate ai piedi del Rinjani, guida inclusa: perfetta anche per chi non affronta il trek in vetta. Scopri l’escursioneQueste cascate fanno parte del lato più verde e rurale dell’isola: se ti attira quel volto di Lombok, l’ho raccontato nella guida su l’interno verde di Lombok, tra risaie e cascate.

Domande frequenti
Dipende dal formato. Il trek più popolare è il 3 giorni/2 notti (vetta + lago Segara Anak). Esistono versioni di 2 giorni/1 notte, sia al solo bordo del cratere (più accessibile) sia alla vetta (molto impegnativo). Le versioni di 4-5 giorni sono più rilassate. C’è anche un trekking di un giorno al bordo cratere di Senaru per chi ha pochissimo tempo.
Non è un trek per chi non ha alcuna preparazione. Richiede una buona forma fisica: sentieri ripidi, lunghi dislivelli, ghiaia instabile e alta quota. Chi non è allenato può optare per i formati brevi al bordo del cratere, meno duri della salita in vetta. In ogni caso la guida è obbligatoria.
Un trek guidato parte indicativamente da circa 150-160 dollari a persona per i formati brevi, e sale con i giorni e i servizi. Il prezzo di solito include permessi del parco, guida, portatori, tende, pasti e attrezzatura da campo. Prenotare in anticipo in alta stagione è consigliato.
La stagione del trek va da aprile a gennaio, con il periodo migliore nella stagione secca da maggio a ottobre. Maggio, subito dopo le piogge, offre paesaggi verdi e poca folla. Da gennaio/febbraio a marzo il parco chiude o è pericoloso per le piogge.
Sì. Alla base, vicino a Senaru, ci sono le cascate Sendang Gile e Tiu Kelep, raggiungibili con una camminata di media difficoltà e perfette per chi non affronta la salita. In alternativa, i formati brevi di 2 giorni al bordo del cratere permettono di ammirare il vulcano senza puntare alla vetta.
In conclusione
Non serve per forza arrivare sul bordo del cratere per capire la maestosità di questa montagna. Io me la sono goduta dal basso, tra il fragore delle cascate di Senaru e gli scorci improvvisi tra le nuvole mentre giravo in scooter per l’isola. Se hai le gambe, il fiato e la testa per scalarlo, il Rinjani sarà la sfida più memorabile di tutto il tuo viaggio; se invece preferisci ammirarlo da lontano con i piedi nell’acqua fresca delle sue cascate, saprà regalarti emozioni enormi lo stesso.
Il vulcano è una delle tante anime dell’isola: scopri le altre nella guida completa su cosa vedere a Lombok, o lasciati costruire un itinerario su misura.

